Há
Há
As
Há
Há
As
Uma
O
Neste
Coisas que se procuram:
- Sonhos todos novos, por estrear.
- Uma memória com um botão "Apagar" e outro "Escrever por cima".
- Gente como a gente.
- Algum tempo para tratar de assuntos.
- Aquela música que um dia me mostraram e eu já esqueci a letra e a melodia e a cor dos olhos dela.
- Os dias em que os discos tinham um lado B.
La verdad es que ya no era una niña. O mejor, sí, era una niña. Había permanecido así cuando todos los demás habían olvidado lo que eran. Acaso alguien haya dicho "Ella es como es”, y tenía razón.
En cuanto aprendió a mirar decidió hacerlo tan sólo en una dirección, al frente. Todo lo demás era intuido, imaginado, conocido sin necesidad de verlo con sus ojos de mirar al frente. El afuera, el otro, lo diverso, eran para ella un mundo probable y rumoroso hecho de cosas y personas extranjeras, habitantes fantasmas de una realidad que no era la suya. Su mundo estaba allí, ante los ojos claros, sus ojos ceñudos, enfocados en una distancia que no se ve sólo con mirar.
Para la niña todo era simple y recto, lineal. Una variable de partida, otra de llegada y un pendiente personal; no existía nada más. Los que cruzaban su carretera eran para ella pequeños puntos, la intersección de una curva (la curva de una vida hecha de caprichos) y su recta. Los ríos no avanzan rectilíneos porque están condicionados por montes y valles que no saben ignorar, pero la niña cavaba los montes y construía puentes en los valles que no veía, que para ella no existían.
La distancia más corta entre dos puntos es un enorme anhelo. Un anhelo sin distracciones, un anhelo que no baila, que canta siempre la misma música de los días. El resto es espuma y tiempo perdido, un mar parado que se agita sin razones. Le gustaba a la niña la tierra firme donde los pies no resbalan, donde el pasado queda atrás, marcado por las huellas.
El amor le sucedió dos veces a la niña, dos amores fugaces, amores de trazado(1). La primera vez que se enamoró fue de otra recta que condescendió en serle paralela, un amor a una distancia pequeña, pero no desdeñoso. La distancia entre dos manos que casi se tocan, día tras día, casi, siempre casi. La otra vez no le llamó amor, nadie lo hizo, fue un acontecimiento que no aconteció. Una sinusoidal la cruzó diversas veces hasta que se volvió anharmónica, dejando tras de si el trazado de un accidente.
La niña sigue la carretera que debe seguir y no llora y no canta. Quien mira al frente no tiene tiempo para pensar mucho. Una variable de partida y otra de llegada, un trazo recto, casi continuo, casi. Los puntos blancos no le pertenecen, son espacios y tiempos de otros que tal vez un día quieran rellenar. Los anhelos de los otros son anhelos de otros.
Uma bela tradução de Silvia Capón que também é culpada de escrever e o faz muitíssimo bem (textos aqui e aqui).
Para ela um obrigado e um abraço.

As
Menina em Forma de Recta
A
A
O
A
Bambina in Forma di Retta
La verità è che non era più una vera bambina. O meglio, sì, era una vera bambina. Era rimasta così quando tutti gli altri non sapevano più cosa fossero. Qualcuno avrà detto “lei è cosi com’è” e ha detto bene.
Dal momento in cui imparò a guardare, decise di farlo soltanto in una direzione, avanti. Tutto il resto lo intuiva, lo immaginava, lo conosceva senza doverlo vedere con i suoi occhi fatti per guardare in avanti. Il fuori, l’altro, il diverso erano per lei un probabile e rumoroso mondo fatto di cose e persone straniere, abitanti fantasmi di un mondo oltre, un mondo che non era il suo. Il suo mondo rimaneva li, davanti ai suoi occhi chiari, i suoi occhi stretti, focalizzati al di là di quanto si possa vedere con uno sguardo.
Per la bambina tutto era semplice e retto, lineare. Una variabile di partenza, un’altra di arrivo e una sua pendenza personale; non c’era nient’altro. Quelli che incrociavano la sua strada erano per lei piccoli punti, le intersezione tra una curva (la curva di una vita fatta di capricci) e la sua retta. I fiumi non vanno dritti perché sono costretti da monti e valli che non sanno ignorare, ma la bambina rompeva i monti e costruiva ponti sulle valli che non vedeva, che non erano per lei.
La distanza più corta tra due punti è una voglia immensa. Una voglia senza distrazione, una voglia che non balla, che canta sempre la stessa musica dei giorni. Il resto è schiuma e tempo perso, un mare fermo che si agita senza perché. Alla bambina piaceva la terra ferma dove i piedi non scivolano, dove il passato rimane dietro, segnato dalle impronte.
Per due volte l’amore accadde alla bambina, due amori veloci, amori di percorso. La prima volta che si innamorò fu per un’altra retta che acconsentì di esserle parallela, un amore a una distanza piccola, ma non trascurabile. La distanza tra due mani che quasi si toccano, giorno dopo giorno, quasi, sempre quasi.
L’altra volta lei non lo chiamò amore, nessuno lo chiamò, fu un avvenimento che non avvenne. Una sinusoide la intersecò diverse volte finché diventò anarmonica, lasciandosi dietro il tratteggio tipico di un incidente.
La bambina segue la strada che deve seguire e non piange e non canta. Chi guarda avanti non ha tempo per pensare troppo. Una variabile di partenza e un’altra di arrivo, una traccia dritta quasi continua, quasi. I punti bianchi non le appartengono, sono spazi e tempi di altri che un giorno potranno anche riempirli. La voglia degli altri è una voglia di altri.